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Società responsabili anche per frode sportiva e scommesse clandestine
Il 17 maggio 2019 è entrata in vigore la legge n. 39/2019 recante "Ratifica ed esecuzione della Convenzione del Consiglio d'Europa sulla manipolazione di competizioni sportive, fatta a Magglingen il 18 settembre 2014".
La legge inserisce una nuova categoria di reati tra quelli che costituiscono il presupposto della responsabilità ai sensi del D. Lgs. 231/2001: quelli di frode in competizioni sportive o di scommessa e giochi d'azzardo a mezzo di apparecchi vietati, previsti dagli artt. 1 e 4  della legge 13 dicembre 1989, n. 401.
Con la recente legge tali fattispecie hanno ampliato il novero dei reati presupposti alla responsabilità dell'ente e sono richiamate dal nuovo art. 25 quaterdecies del D. Lgs. 231/2001.
In caso di commissione dei reati richiamati, l'ente, che ne ha interesse o vantaggio, rischia una sanzione pecuniaria fino ad euro 774.500,00 ed una sanzione interdittiva non inferiore ad un anno.
L'intendimento del legislatore è di far pervenire agli enti sportivi la consumazione di questi reati, tramite l'adozione o l'aggiornamento del modello di organizzazione, gestione e controllo, disciplinato dagli artt. 6 e 7 D. Lgs. 231/2001.
La legge n. 39/2019 rafforza la necessità e l'impellenza per qualunque società sportiva di dotarsi dei predetti sistemi di prevenzione, onde evitare conseguenze dannose ben più incisive rispetto al passato.

Lo “Spazzacorrotti” in Gazzetta Ufficiale: le prime novità della L. n. 3/2019

Il 31 gennaio 2019 è entrata in vigore la L. n. 3/2019 recante “Misure per il contrasto dei reati contro la pubblica amministrazione, nonché in materia di prescrizione del reato e in materia di trasparenza dei partiti e movimenti politici.” (c.d. “Legge Spazzacorrotti”).

In un’ottica di potenziamento delle misure volte al contrasto della corruzione, anche con riferimento alla responsabilità da reato degli enti ex D.Lvo 231/2001, il provvedimento legislativo ha apportato diverse modifiche articolandosi in una serie di misure volte a inasprire le pene principali e accessorie per i reati alcuni reati, rendere più efficaci le indagini preliminari e limitare l'accesso dei condannati ai benefici carcerari.

Le novità più rilevanti riguardano la disciplina della prescrizione, l’introduzione del c.d. Daspo per soggetti condannati per corrotti e corruttori e l’implementazione di alcuni istituti volti alla ricerca della prova nell’ambito dei processi dei reati contro la PA, nonché l’introduzione di nuove disposizioni in tema di trasparenza e controllo dei partiti e dei movimenti politici.


CHANNELS WHISTLEBLOW (Law 179/2017)

The Law 179/2017 is aimed at protecting those who, in a Company or in a Institution, reports irregularities which he learned during the exercise of his duties, introducing the obligation to set up a committee to manage information while preservingthe identity of the whistleblower. This rule is a clear address to compulsory self-regulation.


The Committee will be the only internal body to receive reports, can be joined by an external organ, provided it has the skills necessary and equally responsible for ensuring all confidentiality.

Confindustria with the "Illustrative Note of January 2018" asserts that the best composition of the Committee is collegial and consists only of members external to the company or body.

CANALI WHISTLEBLOW (Legge 179/2017)

La Legge 179/2017 è volta a tutelare chi, in Azienda od Ente, segnala irregolarità cui è venuto a conoscenza durante l’esercizio delle sue mansioni, introducendo l’obbligo di istituire un comitato che gestisca le informazioni preservando l’identità del segnalatore. Tale norma è un chiaro indirizzo verso l’autoregolamentazione obbligatoria.

Il Comitato sarà l’unico organo interno deputato a ricevere segnalazioni, può venire affiancato da un organo esterno, purchè dotato delle competenze legali necessarie e ugualmente responsabile a garantire ogni riservatezza. Confindustria con la "Nota Illustrativa del gennaio 2018" asserisce che la migliore composizione del Comitato è collegiale e costituita solo da membri esterni all’Azienda od Ente.



LA CLAUSOLA DI SALVAGUARDIA 231

E' ormai prassi consolidata che le società, dotate di Modello Organizzativo ex D.lgs 231/2001, inseriscano nei contratti con terze parti clausole che impongano il rispetto del proprio codice etico e del Modello organizzativo prevedendo, in caso di violazione di quanto previsto nel proprio Modello, sanzioni gravi sino a prevedere la risoluzione del contratto ex art. 1456 codice civile.

Tali clausole perchè siano valide ed efficaci tra le parti contraenti devono rispettare determinati requisiti che seguono le regole del Codice Civile.

Si segnala che, in tema di clausole risolutive espresse, una recente sentenza della Corte di Cassazione, Sez. III, n. 16905 del 27 giugno 2018 è "ferma nel ritenere che la clausola risolutiva espressa presuppone che le parti abbiano previsto la risoluzione di diritto nel contratto per effetto dell'inadempimento di una o più obbligazioni specificamente determinate, sicché va qualificata nulla per indeterminatezza dell'oggetto la clausola che attribuisca ad uno dei contraenti la facoltà di dichiarare risolto il contratto per gravi e reiterate violazioni dell'altro contraente a tutti gli obblighi da esso discendenti".

Pertanto la clausola di salvaguardia 231 andrà resa più specifica possibile quanto al suo contenuto ed all'individuazione di quali obbligazioni la cui violazione possa comportare risoluzione contrattuale ipso iure.