231 E REATI TRIBUTARI - WEBINAR PARTNER 24 ORE

Il 23 luglio 2020 si è tenuto il webinar "231 e Reati Tributari": abbiamo parlato di come si possono prevenire i reati tributari, del ruolo delle linee guida a riguardo (e.g. Tax Control Framework), di quali siano i protocolli adeguati nelle PMI.

L’impatto sulle imprese del diritto penale tributario e la costruzione, o l’aggiornamento, del Modello organizzativo sono argomenti di estrema attualità.

Il D. Lgs. 75/2020 ha modificato il D. Lgs. 231/2001, recependo la Direttiva P.I.F. ll 30 luglio entreranno in vigore queste modifiche, che aggiungono altri reati (anche tributari) quale fonte di responsabilità per le imprese. Il decreto di luglio segue l’inserimento dei primi reati tributari nel D. Lgs. 231/2001, avvenuto lo scorso dicembre, con la Legge 157/2019.

L’incontro ha approfondito le recenti normative ed ha offerto risposte pratiche ai professionisti ed alle imprese per la prevenzione dei reati tributari e la costruzione, o modifica, del Modello 231, in modo che possa essere davvero efficace.

Sono intervenuti:

Avvocato Fabrizio Sardella, PhD, Foro di Milano, Fondatore Studio Legale Sardella

Avvocato Nicola Maria Cesare Pasquini, Foro di Milano, Associato Studio Legale Sardella

Dottore Davide Aiello, imprenditore, consigliere delegato di LCM s.r.l.


Sono disponibili le slides presentate e di seguito l'intera conversazione.


NUOVA COLLABORAZIONE IN SLS
L'avvocato Alexis Bellezza è una nuova risorsa dello Studio dal mese di Luglio 2020: dopo la laurea nel 2015 conseguita presso l'Università di Bergamo ed un Master in Diritto Penale d'Impresa presso la LUISS Guido Carli di Roma, ottiene il titolo professionale nel 2018 con una tesi dedicata al Diritto penale ambientale. 


L'Avvocato Bellezza ha maturato significative esperienze professionali nelle aree di Gestione di adempimenti in materia di antiriciclaggio, anticorruzione, responsabilità delle persone giuridiche ex D.Lgs. 231/01, sviluppo ed elaborazione di modelli di organizzazione, gestione e controllo ex D.Lgs. 231/01.


In SLS seguirà i Clienti nelle tematiche inerenti il Diritto Penale dell'Economia. Da parte di tutti noi, un grosso "in bocca al lupo".


Studio Legale Sardella è presente nell'edizione nazionale del Sole 24 Ore di Lunedì 29 Giugno 2020, nella pagina intera dedicata ai Business Partner.


Associazione Avv. Fabrizio Sardella in C.D.P.T. 

L’Avv. Fabrizio Sardella è divenuto socio del prestigioso Centro di Diritto Penale Tributario.

Il C.D.P.T. è un’associazione presieduta e fondata nel 1995 dal Prof. Avv. Ivo Caraccioli, Professore Ordinario di diritto penale all’Università di Torino.

L’Associazione nasce con lo scopo di approfondire, con lo studio e la ricerca, le tematiche inerenti al Diritto penale tributario nazionale e comunitario, anche mediante un approccio comparato e nell’ottica di un’armonizzazione delle normative degli stati comunitari.


Partnership Studio Legale Sardella Gruppo 24 Ore
Studio Legale Sardella ha ottenuto la certificazione Business Partner nel Network PARTNER 24, il progetto professionale del “Gruppo 24 Ore” che mette in rete realtà altamente specializzate nell’erogare ai clienti servizi consulenziali, garantendone la profonda e funzionale esperienza nei diversi ambiti.

Per l’elevato livello di specializzazione in materia di Diritto Penale dell’Economia, e specificamente nelle tematiche connesse al D.Lgs 231/2001, lo Studio Legale Sardella affiancherà i Commercialisti, entrando così in una comunità di eccellenze che condivide i valori del mondo 24 Ore.


Dal prossimo 25 giugno parte il processo penale telematico

Con un comunicato stampa dell'11 giugno 2020 il Ministero della Giustizia ha reso noto che dal 25 giugno verrà avviato ufficialmente il processo penale telematico.

Il Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede ha infatti firmato il decreto ministeriale che consentirà, nell'ambito del processo penale, il deposito telematico di memorie ed istanze difensive presso l'ufficio del PM dopo la conclusione delle indagini preliminari, in applicazione di quanto previsto dall'art. 

83, comma 12-quater.1, del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27.

Tale deposito, ancorché facoltativo e non sostitutivo di quello cartaceo, avrà valore legale dal 25 giugno. Tuttavia, opererà solo negli uffici che avranno attivato il sistema di deposito telematico. Si apprende che al momento il primo ufficio ad averlo richiesto è quello della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli. 

A questo link è possibile consultare il Decreto in oggetto.


Position Paper di Confindustria sull’impatto ex D. Lgs. 231/2001 dell’emergenza Covid-19

Come noto la pandemia Covid-19 ha comportato per le imprese un grande stravolgimento organizzativo al fine di tutelare il proprio personale dal possibile contagio dal nuovo coronavirus (Covid-19) ed in ottica di contrastare, anche nell’interesse della collettività, la diffusione della pandemia.

Le imprese si sono da subito interrogate sui rischi connessi alla responsabilità degli enti ai sensi del D. Lgs 231/2001. Per tale ragione Confindustria ha emanato un proprio position paper – che trovate qui in allegato - con alcuni spunti operativi in relazione all’adeguatezza del Modello Organizzativo nel periodo di emergenza Covid-19 ed in relazione al ruolo che assume l’Organismo di Vigilanza (OdV) in tale contesto.

L’elaborato analizza i profili diretti ed indiretti connessi alla pandemia.

L’epidemia può rappresentare un’ulteriore “occasione” di commissione di alcune fattispecie di reato già incluse all’interno del catalogo dei reati presupposto della disciplina 231, ma, in sé considerate, non strettamente connesse alla gestione del rischio Covid-19 in ambito aziendale e, per questo, riconducibili a dei rischi indiretti. In tale ottica non si ha come conseguenza la necessità di uno specifico aggiornamento del Modello Organizzativo in ottica Covid-19. Infatti, tali rischi dovrebbero essere già stati valutati anche prima dell’arrivo della pandemia. Naturalmente laddove alcuni rischi fossero divenuti rilevanti per effetto del Covid-19 si dovrà procedere alla mappatura di quei rischi, se prima non avvenuta.

Il rischio diretto dell’azienda si avrebbe nel caso si verificasse un contagio in ambiente di lavoro. Tale ipotesi ricadrebbe nelle ipotesi di lesioni personali colpose o omicidio colposo commessi in violazione delle norme di sicurezza. Anche in tal caso, laddove il Modello Organizzativo preveda già protocolli idonei a prevenire la commissione di reati previsti dall’art. 25 septies del D.Lgs. 231/2001, non si dovrà procedere ad una revisione del Modello per Covid-19. Rimangono valide le regole già in vigore e gli obblighi di legge già previsti in capo al Datore di Lavoro.

Confindustria, infine, affronta il tema legato al ruolo che deve svolgere l’OdV in tal contesto. Il principale compito dell’OdV è una rafforzata vigilanza sulla corretta ed efficace implementazione del Modello esistente, nonché delle misure attuate dal datore di lavoro in ottemperanza alle prescrizioni delle Autorità pubbliche in tema di Covid. L’OdV dovrà interfacciarsi con i vertici aziendali, il Comitato nominato ai sensi del protocollo d’intesa e con le figure chiave nell’emergenza. I controlli, va da sé, andranno intensificati rispetto all’epoca precedente alla pandemia nelle aree a maggior rischio.

Il Position Paper di Confindustria ha autorevolmente fatto di chiarezza e posto alcuni punti fermi in tema di organizzazione aziendale, gestione operativa della pandemia in ambito aziendale e opportuni controlli dell’OdV.

12 Giugno 2020

Confindustria- Position Paper- COVID19-231 La responsabilità amministrativa degli enti ai tempi del COVID19

Nella serata di giovedì 4 Aprile 2019 si è tenuto l’evento LE FONTI AWARDS a Palazzo Mezzanotte, nella splendida cornice di Borsa Italiana, con il patrocinio della Commissione Europea. Durante la prestigiosa cerimonia sono state premiate le eccellenze nel mondo legal e nell’innovazione: Studio Legale Sardella si è aggiudicato  il titolo di BOUTIQUE DI ECCELLENZA DELL’ANNO nella categoria Diritto Penale Compliance.


Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il DPCM 17 maggio 2020

Il Presidente del Consiglio dei Ministri ha pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale n. 126 del 17 maggio 2020, il DPCM 17 maggio 2020.

Le disposizioni del decreto si applicano dalla data del 18 maggio 2020 e sono efficaci fino al 14 giugno 2020.

A decorrere dal 18 maggio 2020, cessano di avere effetto tutte le misure limitative della circolazione all'interno del territorio regionale, è dunque consentito spostarsi all’interno della propria regione senza necessità di compilate l’autocertificazione. Quest’ultima sarà necessaria per gli spostamenti fuori Regione. Restano infatti vietati fino al 2 giugno 2020 gli spostamenti, con mezzi di trasporto pubblici e privati, in una regione diversa rispetto a quella in cui attualmente ci si trova, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute. Gli spostamenti interregionali e gli spostamenti da e per l’estero saranno consentiti a decorrere dal 3 giugno 2020, e potranno essere limitati sulla base di provvedimenti (regionali o dpcm) solo con riferimento a specifiche aree del territorio medesimo interessate dal particolare aggravamento della situazione epidemiologica.

Dal 18 maggio 2020 è consentito accesso del pubblico ai parchi, alle ville e ai giardini pubblici, nonché l’accesso dei minori ad aree gioco presenti all’interno di detti spazi, condizionato al rigoroso rispetto del divieto di assembramento, della distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro.

Il DPCM 17 maggio 2020 ha previsto, a far data dal 18 maggio, la riapertura delle attività produttive e commerciali su tutto il territorio nazionale, nel rispetto dei contenuti del protocollo condiviso di regolamentazione delle misure di contrasto al covid-19 nei luoghi di lavoro del 24 aprile 2020, nonché dei protocolli previsti nei rispettivi ambiti di competenza.

Le attività commerciali per le quali è prevista la riapertura sono: bar, ristoranti, pub, pasticcerie parrucchieri, estetisti e commercianti al dettaglio. Con riferimento a queste ultime la lett. dd) art. 1 del Dpcm  dispone che le attività economiche, produttive e sociali devono svolgersi a condizione che sia rispettato la distanza interpersonale e “nel rispetto dei contenuti di protocolli o linee guida idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio nel settore di riferimento o in ambiti analoghi, adottati dalle regioni o dalla Conferenza delle regioni e delle province autonome nel rispetto dei principi contenuti nei protocolli o nelle linee guida nazionali”.

Sempre dal 18 maggio è possibile accedere ai luoghi di culto, con misure tali da evitare gli assembramenti e nel rispetto dei protocolli sottoscritti dal Governo.

Le attività degli stabilimenti balneari sono concesse a condizione che le regioni e le province autonome abbiano preventivamente accertato la loro compatibilità con l’andamento della situazione epidemiologica nei propri territori e che individuino i protocolli o le linee guida idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio nel settore di riferimento o in settori analoghi.  


Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il DPCM 26 aprile 2020

Entrerà in vigore il 4 maggio il nuovo DPCM del 26 aprile recante "Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, applicabili sull’intero territorio nazionale" che inaugura la c.d. "fase 2" introducendo alcune novità in tema di spostamenti individuali, nonché la ripresa di attività produttive industriali e commerciali che erano ancora rimaste sospese.

Per quanto concerne gli spostamenti individuali sarà possibile spostarsi all'interno della propria Regione anche per fare visita ai "congiunti" (termine che ha destato sin da subito diversi problemi interpretativi) purché venga rispettato il divieto di assembramento e il distanziamento interpersonale di almeno un metro e vengano utilizzate protezioni delle vie respiratorie.

Sarà inoltre consentito svolgere individualmente, (o con accompagnatore per i minori o le persone non completamente autosufficienti) attività sportiva o attività motoria, purché comunque nel rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno due metri per l'attività sportiva e di almeno un metro per ogni altra attività.
Rimangono fermi i divieti di spostamenti dalla propria Regione ad un'altra eccetto per motivi di necessità, assoluta urgenza, lavoro o salute.

Rispetto alle attività lavorative, invece, il DPCM ha di fatto recepito le indicazioni e le le linee guida ed i protocolli condivisi nei vari settori lavorativi al fine di garantire da un lato la ripresa economica e dall'altro la salute e la sicurezza dei lavoratori.

In particolare, si concentra su: valutazione integrata del rischio contagio ed adozione di misure organizzative, di prevenzione e protezione, di lotta all’insorgenza di focolai epidemici attraverso l'applicazione del Protocollo condiviso di regolazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro aggiornato ed integrato al 24 aprile 2020.

Sulla scorta di quanto disposto dall’art. 10 del DPCM le società rientranti nelle categorie di cui all'allegato del DPCM saranno autorizzate già dal 27 aprile a porre in essere tutte le misure indispensabili per all’adeguamento agli standard individuati per la prevenzione ed il contenimento del contagio. Misure integrano quelle già previste dal Protocollo condiviso del 14 marzo e che, se non rispettate, comportano la sospensione dell’attività lavorativa sino ad adeguamento.


Pubblicato l’aggiornamento del Protocollo del 14.03.2020 emanato dal Governo

E’ stato aggiornato nella giornata di oggi il “Protocollo condiviso di regolazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del Covid-19 negli ambienti di lavoro”. 

Le principali novità:

·       ulteriore cautela per il rientro in azienda di soggetto precedentemente positivo al Covid-19 con rilascio di certificazione medica di “avvenuta negativizzazione”;

·       facoltà per l’autorità sanitaria di disporre cautele ulteriori per le zone più colpite come l’esecuzione di un maggior numero di tamponi per i dipendenti;

·       obblighi di informazione per terzi appaltatori che operino con cantieri presso le sedi delle società committenti;

·       sanificazione straordinaria per le zone più colpite dal Covid-19;

·       obbligo di adottare i DPI necessari (mascherine chirurgiche) per tutti i dipendenti impegnati negli spazi comuni;

·       rimodulazione dell’organizzazione aziendale mediante distanziamento sociale, impiego di particolari strumenti ed attrezzature o posizionamento dei lavoratori in locali precedentemente non impegnati (ad es. sale riunioni);

·       implementazione di attività di sorveglianza sanitaria e ruolo del medico competente nella valutazione dei rischi, nell’individuazione di soggetti con particolari fragilità e nel reinserimento di personale precedentemente contagiato dal Covid-19. In particolare, al medico è richiesto di effettuare la visita di cui all’art. 41 comma 2 lett. e-ter) del D.lgs. n. 81 del 2008 (visita medica per il rientro al lavoro dopo un’assenza per malattia di 60 giorni) previo rilascio del certificato di “avvenuta negativizzazione” del tampone.


Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il D.L. n. 23, 8 aprile 2020

Con il decreto-legge 8 aprile 2020, n. 23, pubblicato in pari data sulla Gazzetta Ufficiale, sono introdotte "Misure urgenti in materia di accesso al credito e di adempimenti fiscali per le imprese, di poteri speciali nei settori strategici, nonché interventi in materia di salute e lavoro, di proroga di termini amministrativi e processuali".
Nell'ambito della giustizia è prevista la proroga all’11 maggio del termine del rinvio d’ufficio delle udienze, come anche la sospensione del decorso dei termini per il compimento di qualsiasi atto dei procedimenti civili e penali (indagini preliminari, adozione di provvedimenti giudiziari e deposito della loro motivazione, proposizione degli atti introduttivi del giudizio e dei procedimenti esecutivi, impugnazioni e, in genere, tutti i termini procedurali)


In vigore da domenica 5 aprile la nuova ordinanza del presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana.

La nuova ordinanza conferma le misure già in essere e prevede ulteriori misure ancora più restrittive.

Il provvedimento stabilisce, tra le altre cose, la sospensione dell’attività degli uffici pubblici, fatta salva l’erogazione dei servizi essenziali e di pubblica utilità, la sospensione delle attività artigianali non legate alle emergenze o alle filiere essenziali, la chiusura delle attività degli studi professionali salvo quelle relative ai servizi indifferibili e urgenti o sottoposti a termini di scadenza.

Disposto anche il fermo delle attività nei cantieri edili, con l’esclusione dai divieti quelli legati alle attività di ristrutturazione sanitarie e ospedaliere ed emergenziali, oltre quelli stradali, autostradali e ferroviari, ed è prevista inoltre la chiusura dei distributori automatici cosiddetti ‘h24’ che distribuiscono bevande e alimenti confezionati. Per quanto riguarda il trasporto pubblico locale, valgono le prescrizioni su distanziamento degli utenti contenute nelle due ordinanze regionali già in vigore.

La sanzione prevista in caso di violazione di tale ordinanza resta quella amministrativa della multa da Euro 400,00 ad Euro 3.000,00 come disposto dall’art. 4 del Decreto Legge del Governo dello scorso 25 marzo 2020, salvo il caso si configuri un reato.


Provvedimenti emergenziali adottati dalla Cassa Forense

Il CDA della Cassa Forense ha adottato misure di natura straordinaria a favore dei propri iscritti, sia sotto il profilo degli adempimenti previdenziali sia per quanto riguarda ulteriori interventi di natura assistenziale e di sostegno alla professione.

In particolare:

  • il termine per la trasmissione del Mod. 5 già fissato al 30/9/2020, è differito al 31/12/2020;
  • il termine per il pagamento dei contributi in autoliquidazione connessi al mod. 5/2020 (riferimento redditi 2019), già sospeso fino al 30/09/2020, è differito al 31/12/2020;
  • i termini di pagamento del contributo minimo soggettivo e di maternità per l’anno 2020 è differito al 31/12/2020, senza applicazioni di interessi e sanzioni.  

Inoltre sono previste misure straordinarie assistenziali e di supporto alla professione attraverso l'utilizzo del fondo straordinario di € 10.000.000,00. Lo stanziamento consentirà anche di adottare, con l’ausilio degli Ordini territoriali, ulteriori misure nelle aree geografiche che risulteranno più colpite dagli effetti conseguenti il contagio da COVID-19.

Infine, il Consiglio di Amministrazione ha deliberato:

  • due bandi straordinari per l’erogazione di contributi per canoni di locazione per lo studio professionale;
  • convenzione per l’accesso al credito agevolato Banca Popolare di Sondrio per anticipazione economica;
  • convenzione per l’accesso al credito agevolato Banca Nazionale del Lavoro finanziamenti con una durata massima di 17 mesi;
  • un impegno di € 3.000.000,00 al fine di garantire l’accesso al credito degli iscritti tramite fondo di garanzia costituito con CDP;
  • estensione della Polizza sanitaria Unisalute con copertura COVID 19 ai video consulti psicologici e di igiene e profilassi;
  • implementazione della convenzione VIS VALORE per la consegna domiciliare di farmaci e parafarmaci;
  • implementazione del fondo in favore di superstiti e titolari di pensioni dirette cancellati da Albi, indirette e reversibilità da € 50.000,00 a € 340.000,00.
 Il testo completo è disponibile sul sito della Cassa Forense a questo link.


Nuova sezione del sito: Osservatorio

Lo studio legale Sardella comunica che è ora presente sul sito la nuova sezione "Osservatorio" dove verranno pubblicati articoli di approfondimento su tematiche di competenza dello studio.


Emergenza Coronavirus - Lo studio legale Sardella non si ferma

Lo studio legale Sardella, nel rispetto delle misure varate dal Governo a tutela dei lavoratori, resta operativo agevolando per quanto più possibile per il proprio team lo smartworking e viene assicurata ogni giorno la presenza in studio di almeno una persona.

L'attività legale non può fermarsi e per questo lo studio rimane a vostra completa disposizione.


Decreto Fiscale 2019

Sono stati introdotti i reati tributari, quale presupposto alla responsabilità dell'ente. In particolare divengono rilevanti i delitti di dichiarazione fraudolenta, l'emissione o l'uso di fatture per operazioni inesistenti, l'occultamento dei documenti contabili e la sottrazione al pagamento delle imposte. Si tratta di reati previsti dal D. Lgs. 74/2000, le cui pene sono state inasprite dal medesimo Decreto Fiscale.

Devono, quindi, essere aggiornati i modelli organizzativi delle società, integrando i presidi utili ad abbatterne il rischio di commissione. Nell'articolo scaricabile dal link sotto indicato si trovano i primi spunti dell'Avv. Fabrizio Sardella in tema.

La miglior dottrina è già in attesa delle prime pronunce giurisprudenziali, soprattutto dell'esegesi della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo e della Corte di Giustizia Europea circa il problema del ne bis in idem e della doppia sanzione alle imprese, già punite dall'art. 27 della Legge 497/1997 in conseguenza dei medesimi reati.


La legge 117/2019. I "reati PIF", la cooperazione europea e la rilevanza ex d. lgs. 231/2001 dei reati tributari

Il 18 Ottobre 2019 è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale la Legge 117/2019, che delega al Governo il recepimento delle Direttive e degli altri atti dell'Unione europea. Tra l'altro, viene delegata la responsabilizzazione delle società e degli enti che commettano i c.d. "reati PIF", ossia quegli illeciti che danneggino gli interessi dell'Unione europea. Tra questi rientrano a pieno titolo la frode i.v.a., la corruzione ed il riciclaggio.

La legge delega dà obiettivi alti al Governo: la creazione di una Procura europea "EPPO", competente per i reati PIF, e l'aggiornamento dei reati presupposti alla responsabilità degli enti.

Diverranno significativi ex d. lgs. 231/2001, così, anche i reati tributari di rilevanza comunitaria, aprendo uno spiraglio ulteriore per la criminalizzazione degli enti conseguente alla consumazione dei reati tributari.

Sarà, anche, necessario valutare i nuovi presidi da inserire nel Modello organizzativo, sottoposti a vigilanza dell'O.d.V., in modo tale da prevenire con efficacia la commissione dei reati PIF.


Società responsabili anche per frode sportiva e scommesse clandestine
Il 17 maggio 2019 è entrata in vigore la legge n. 39/2019 recante "Ratifica ed esecuzione della Convenzione del Consiglio d'Europa sulla manipolazione di competizioni sportive, fatta a Magglingen il 18 settembre 2014".
La legge inserisce una nuova categoria di reati tra quelli che costituiscono il presupposto della responsabilità ai sensi del D. Lgs. 231/2001: quelli di frode in competizioni sportive o di scommessa e giochi d'azzardo a mezzo di apparecchi vietati, previsti dagli artt. 1 e 4  della legge 13 dicembre 1989, n. 401.
Con la recente legge tali fattispecie hanno ampliato il novero dei reati presupposti alla responsabilità dell'ente e sono richiamate dal nuovo art. 25 quaterdecies del D. Lgs. 231/2001.
In caso di commissione dei reati richiamati, l'ente, che ne ha interesse o vantaggio, rischia una sanzione pecuniaria fino ad euro 774.500,00 ed una sanzione interdittiva non inferiore ad un anno.
L'intendimento del legislatore è di far pervenire agli enti sportivi la consumazione di questi reati, tramite l'adozione o l'aggiornamento del modello di organizzazione, gestione e controllo, disciplinato dagli artt. 6 e 7 D. Lgs. 231/2001.
La legge n. 39/2019 rafforza la necessità e l'impellenza per qualunque società sportiva di dotarsi dei predetti sistemi di prevenzione, onde evitare conseguenze dannose ben più incisive rispetto al passato.

Lo “Spazzacorrotti” in Gazzetta Ufficiale: le prime novità della L. n. 3/2019

Il 31 gennaio 2019 è entrata in vigore la L. n. 3/2019 recante “Misure per il contrasto dei reati contro la pubblica amministrazione, nonché in materia di prescrizione del reato e in materia di trasparenza dei partiti e movimenti politici.” (c.d. “Legge Spazzacorrotti”).

In un’ottica di potenziamento delle misure volte al contrasto della corruzione, anche con riferimento alla responsabilità da reato degli enti ex D.Lvo 231/2001, il provvedimento legislativo ha apportato diverse modifiche articolandosi in una serie di misure volte a inasprire le pene principali e accessorie per i reati alcuni reati, rendere più efficaci le indagini preliminari e limitare l'accesso dei condannati ai benefici carcerari.

Le novità più rilevanti riguardano la disciplina della prescrizione, l’introduzione del c.d. Daspo per soggetti condannati per corrotti e corruttori e l’implementazione di alcuni istituti volti alla ricerca della prova nell’ambito dei processi dei reati contro la PA, nonché l’introduzione di nuove disposizioni in tema di trasparenza e controllo dei partiti e dei movimenti politici.


CHANNELS WHISTLEBLOW (Law 179/2017)

The Law 179/2017 is aimed at protecting those who, in a Company or in a Institution, reports irregularities which he learned during the exercise of his duties, introducing the obligation to set up a committee to manage information while preservingthe identity of the whistleblower. This rule is a clear address to compulsory self-regulation.


The Committee will be the only internal body to receive reports, can be joined by an external organ, provided it has the skills necessary and equally responsible for ensuring all confidentiality.

Confindustria with the "Illustrative Note of January 2018" asserts that the best composition of the Committee is collegial and consists only of members external to the company or body.

CANALI WHISTLEBLOW (Legge 179/2017)

La Legge 179/2017 è volta a tutelare chi, in Azienda od Ente, segnala irregolarità cui è venuto a conoscenza durante l’esercizio delle sue mansioni, introducendo l’obbligo di istituire un comitato che gestisca le informazioni preservando l’identità del segnalatore. Tale norma è un chiaro indirizzo verso l’autoregolamentazione obbligatoria.

Il Comitato sarà l’unico organo interno deputato a ricevere segnalazioni, può venire affiancato da un organo esterno, purchè dotato delle competenze legali necessarie e ugualmente responsabile a garantire ogni riservatezza. Confindustria con la "Nota Illustrativa del gennaio 2018" asserisce che la migliore composizione del Comitato è collegiale e costituita solo da membri esterni all’Azienda od Ente.


LA CLAUSOLA DI SALVAGUARDIA 231

E' ormai prassi consolidata che le società, dotate di Modello Organizzativo ex D.lgs 231/2001, inseriscano nei contratti con terze parti clausole che impongano il rispetto del proprio codice etico e del Modello organizzativo prevedendo, in caso di violazione di quanto previsto nel proprio Modello, sanzioni gravi sino a prevedere la risoluzione del contratto ex art. 1456 codice civile.

Tali clausole perchè siano valide ed efficaci tra le parti contraenti devono rispettare determinati requisiti che seguono le regole del Codice Civile.

Si segnala che, in tema di clausole risolutive espresse, una recente sentenza della Corte di Cassazione, Sez. III, n. 16905 del 27 giugno 2018 è "ferma nel ritenere che la clausola risolutiva espressa presuppone che le parti abbiano previsto la risoluzione di diritto nel contratto per effetto dell'inadempimento di una o più obbligazioni specificamente determinate, sicché va qualificata nulla per indeterminatezza dell'oggetto la clausola che attribuisca ad uno dei contraenti la facoltà di dichiarare risolto il contratto per gravi e reiterate violazioni dell'altro contraente a tutti gli obblighi da esso discendenti".

Pertanto la clausola di salvaguardia 231 andrà resa più specifica possibile quanto al suo contenuto ed all'individuazione di quali obbligazioni la cui violazione possa comportare risoluzione contrattuale ipso iure.

L'avv. Fabrizio Sardella a Radio Lombardia, ascolta e guarda la videointervista su https://www.facebook.com/livesocialradiolombardia/videos/711347699364066